Crescere online

Come si costruisce una crescita vera su social e YouTube, e soprattutto del perché. Prima dello scopo, i numeri non servono a niente. Qui parto da lì.

Voglio togliermi subito un sassolino. La domanda giusta è «perché voglio crescere», prima ancora di «come faccio a crescere online». Quasi tutti partono dal come, mettono mano alla strategia, studiano gli orari di pubblicazione, e poi si arenano dopo due mesi perché non sanno dove stanno andando. La crescita è un mezzo. Se non sai cosa ci devi fare, ti stanchi prima di vedere risultati.

Perché qualcuno dovrebbe voler crescere online

Crescere online significa una cosa sola: che ogni mese più persone, che prima non sapevano nemmeno che esistessi, arrivano a conoscerti. Per un’azienda questo vuol dire smettere di dipendere solo dal passaparola e dalla pubblicità a pagamento. Costruisci un bacino di persone che ti seguono perché vogliono, non perché le hai inseguite con un annuncio.

Il vantaggio concreto è la fiducia che si accumula nel tempo. Quando qualcuno ti segue da mesi, ha già visto come ragioni, come lavori, come parli. Nel momento in cui ha bisogno di quello che offri, non parte da zero: ti ha già scelto. Vendere a chi ti conosce già costa una frazione rispetto a vendere a uno sconosciuto. La crescita online, in fondo, è questo: trasformare estranei in persone che si fidano, su larga scala e senza dover ricominciare ogni volta.

Poi ci sono gli scopi secondari, e dipendono da te. C’è chi cresce per vendere un prodotto, chi per trovare clienti, chi per attrarre collaboratori migliori, chi per posizionarsi come riferimento in un settore. Sono obiettivi diversi e portano a contenuti diversi. Per questo ti chiedo di decidere lo scopo prima di aprire qualsiasi calendario editoriale. Senza, stai solo riempiendo spazio.

La crescita sui social: regalare prima di chiedere

Sui social la logica è semplice da capire e difficile da rispettare: dai valore prima di chiedere qualcosa in cambio. La piattaforma spinge i contenuti che trattengono le persone, e le persone restano dove ricevono qualcosa, che sia un’informazione utile, un punto di vista, una storia che le tiene incollate.

Quando imposto una strategia social, lavoro su tre tipi di contenuto che convivono. Ci sono i contenuti che ti fanno scoprire da chi non ti conosce, costruiti per arrivare lontano, spesso su un tema largo. Ci sono i contenuti che fanno affezionare chi ti ha già trovato, più personali, dove fai vedere come ragioni. E ci sono i contenuti che spingono all’azione, dove finalmente chiedi qualcosa: un contatto, un acquisto, un’iscrizione. Se pubblichi solo il primo tipo cresci ma non converti, se pubblichi solo il terzo converti poco e non cresci. L’equilibrio fra i tre è la strategia.

La costanza conta più della perfezione del singolo post. Un profilo che pubblica cose discrete con regolarità batte un profilo che pubblica un capolavoro ogni tanto. Le piattaforme premiano chi presidia, e il pubblico si fida di chi c’è sempre.

YouTube: dove la crescita non scade

YouTube lavora in modo diverso dai social ed è la ragione per cui ci tengo tanto. Su Instagram o TikTok un contenuto vive qualche giorno e poi sparisce (delle volte anche qualcosa in più, ma è molto raro). Su YouTube un video può continuare a portarti spettatori per anni, perché funziona come un motore di ricerca: le persone cercano qualcosa, e il tuo video è la risposta anche a distanza di tempo.

Questo cambia il modo di pensare ai contenuti. Su YouTube parto sempre da cosa cercano le persone, non da cosa mi va di raccontare. Un titolo che intercetta una domanda reale e una miniatura che promette una risposta chiara valgono metà del risultato. L’altra metà la fa la capacità di trattenere chi ha cliccato: i primi secondi decidono se resta, esattamente come al cinema decide la prima inquadratura, solo che al cinema si è costretti a restare, su un video di YouTube puoi chiudere in meno di 10 secondi.

Il bello di YouTube è che premia la pazienza. Un canale costruito bene diventa un patrimonio che lavora per te mentre fai altro. Per questo lo considero il posto dove la crescita non scade, a differenza del flusso continuo dei social, dove devi correre per restare fermo.

Social e YouTube insieme

I due mondi non sono in concorrenza, si nutrono a vicenda. I social ti fanno conoscere in fretta e creano la relazione quotidiana, YouTube costruisce profondità e ti porta persone nuove nel lungo periodo. La strategia più solida che imposto fa girare le persone fra i canali: chi ti scopre in un video corto può approfondire in uno lungo, chi ti segue da tempo sui social trova su YouTube la versione completa del tuo pensiero.

Negli articoli di questa categoria scendo nel pratico: come si sceglie lo scopo della crescita, come si costruisce un piano sostenibile senza bruciarsi, come si legge se sta funzionando davvero o se stai solo accumulando numeri che non portano niente. Perché crescere per crescere non interessa a nessuno. Crescere per arrivare da qualche parte, quello, beh, quello un po’ sì.

Nelle immagini sono io, fondatore di Clusterclups agenzia di marketing e transizione digitale.

Mi chiamo Michael Iuzzino

sono il fondatore di Clusterclups. Seguo la comunicazione digitale di imprese e professionisti. Qui scrivo di come trovare idee, crescere online e farle arrivare chiare a più persone. Non ti conosco, ma sono certo che, forse, sei nel posto giusto.

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